L’importanza del polo universitario ionico

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Parliamo invece di Università.

Taranto con una nota congiunta il rettore dell’Università di Bari Corrado Petrocelli e il professor Antonio FeliceUricchio, preside della facoltà di giurisprudenza scrivono per rispondere a un intervento apparso qualche giorno fa sulla stampa locale in cui si considerava non positiva l’esperienza universitaria a Taranto auspicandoaddirittura la chiusura dei corsi in cambio di un investimento economico non meglio precisato.

Ascoltiamo quella che è la risposta dei professoriovviamente Petrocelli ed Uricchio.

Il rettore dell’Università di Bari Corrado Petrocelli e il preside della facoltà di giurisprudenza Antonio FeliceUricchio rispondono con una nota congiunta ad un intervento di qualcuno sulla stampa locale che considerando non positiva l’esperienza universitaria aTaranto auspica addirittura la chiusura dei corsi in cambio di un investimento economico invero non meglio precisato.

Alieno dentro un fascio di luce, scrivono Petrocelli e Uricchio, sembra l’autore di tale pezzo ignaro di quanto il polo universitario ionico sia cresciuto negli ultimi anni proprio nella fase di crisi più profonda e acutadell’economia e della politica nell’area jonica: forte crescita del numero di studenti e laureati, rafforzamentodell’offerta formativa attraverso nuovi corsi di laurea come scienza e gestione delle attività marittime inconvenzione con la Marina, scienza dell’amministrazione e della comunicazione e dell’organizzazione, miglioramento qualitativo della didattica come riconosciuto daAlmalaurea e dei servizi degli studenti ospitati in sediprestigiose come quelle del convento San Francesco costituiscono fatti inconfutabili che nemmeno il gustodella polemica può consentire di ignorare.

Come non si può ignorare il significato di aver tenuto aTaranto per la prima volta nella storia dell’Università diBari l’inaugurazione dell’anno accademico.

Mentre nonostante i tagli dei trasferimenti erarialil’Università di Bari ha investito e continua di investire nella sede di Taranto, continuano Uricchio e Corrado Petrocelli, impegnando cospicue risorse umane e finanziarie ed esercitando una forte azione di stimolo culturale dell’intero territorio come dimostrano le tante iniziative scientifiche tenute quasi quotidianamente nella sede ionica: convegni nazionali ed internazionali,studiosi, ministri, politici e ambasciatori, colleghi e studenti stranieri.

Per non parlare della costituzione a Taranto e per Tarantodi una struttura dipartimentale a cui hanno aderito oltre cinquanta docenti, molti dei quali tarantini, lucani, campani, oltre che provenienti da tutta la regione che in piena autonomia eroga attività didattica comeDipartimento autonomo e di riferimento di numerosi corsidi laurea e sviluppa attività di ricerca nei settori più rispondenti alle esigenze del territorio jonico come le problematiche ambientali di tutela della salute, quella del diritto e dell’economia del mare.

Nonostante la riforma Gelmini, continuano il preside della Facoltà di giurisprudenza e il rettore dell’Università, chedi fatto impedisce la nascita di nuovi Atenei ed anzi impone la soppressione di molte sedi e corsi non vi è stato alcun ridimensionamento delle attività didattiche suTaranto che al contrario raggiungono il momento di massima espansione per numero di iscritti e laureati.

Appare quindi, a dire poco miope e ingeneroso,considerare deludente l’esperienza della sede jonicadell’Università di Bari.

Solo chi non segue e vive questa esperienza non riesce a cogliere gli stimoli culturali che essa offre ai giovani e all’intero territorio e alla crescita che ha determinato.

Proprio nel momento più difficile per la città di Tarantoper l’acuirsi delle questioni ambientali ed occupazionaliproporre la chiusura dell’Università perché ritenuta dei baresi significa punire un’area già duramente provatasacrificando il futuro delle giovani generazioni.

È proprio questo il momento, invece, di rafforzare ilsostegno del polo universitario ionico favorendo nellosviluppo il consolidamento valorizzando il capitale umanoattraverso dottorati e assegni di ricerca, contratti di ricercatore a tempo determinato.

Infine, concludono Corrado Petrocelli e Antonio Uricchio,in questo ambito fondamentale appare l’impegno del nascente polo scientifico tecnologico costituito dal sistema universitario, enti di ricerca, istituzioni locali, sistema produttivo, frutto di un progetto che ha giàdrenato risorse e coagulato interessi perché su un’idea di Università e Politecnico ora è chiamata a favorire l’innovazione e il trasferimento tecnologico nel settore ambientale delle bonifiche offrendo ai giovani anche attraverso attività formative più avanzate elevati livelli di conoscenze e di competenze…

fonte: Video Rassegna Stampa

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